L’IRRIGAZIONE
L’irrigazione permette di apportare acqua ad una coltura e mantenere o
regolare il regime idrico della stessa; per cui a seconda di quello che si
vuole, o si deve irrigare, cambia il sistema di irrigazione.
Detto questo, è essenziale sapere cosa si vuole bagnare: prato, orto, frutteto,
ecc.
Per la progettazione la cosa più importante, è sapere quanta acqua abbiamo
a disposizione in litri al minuto. Questo dato si può facilmente rilevare,
misurando in quanti secondi si riempie un secchio da 10 litri, se si ha
l’acqua diretta, oppure leggendo il dato sulla targhetta della pompa se si
hanno dei recipienti.
Irrigare un prato
Il prato ha bisogno di uniformità di irrigazione, in quanto le piante d’erba
hanno un apparato radicale poco sviluppato, per cui su una superficie ampia,
si nota il graduale ingiallimento con il diminuire della quantità d’acqua
ricevuta. Per riuscire ad avere un bel prato verde, bisogna avere particolare
cura nella disposizione degli irrigatori.
Con una planimetria ed un compasso si può facilmente stabilire la posizione
dell’irrigatore, e si riesce a vedere la copertura. Normalmente negli irrigatori
bisogna rispettare una sovrapposizione, in quanto, in genere, la
distribuzione d’acqua è maggiore vicino all’irrigatore e man mano che ci si
allontana diminuisce. Mediamente bisogna sopravanzare i getti del 50 % del
diametro per avere uniformità di distribuzione, anche se bisogna considerare
i casi particolari con condizioni di vento o esposizione non comuni.
Nel progetto sono da tenere in considerazione anche l’esposizione e
l’estensione della superficie del tappeto erboso, infatti bisogna mantenere
divise zone in ombra, che hanno bisogno di minor quantità d’acqua, da
quelle soleggiate. Anche il tipo d’irrigatore influisce sulla pluviometria,
infatti ne abbiamo due versioni: gli irrigatori statici e gli irrigatori dinamici.
Gli irrigatori statici, normalmente, hanno un raggio corto (non più di 4
metri) e hanno bisogno di poco tempo per irrigare perchè il getto ha una
forma a ventaglio che va a bagnare tutta la superficie coperta dall’irrigatore.
Gli irrigatori dinamici, invece, hanno delle gittate che vanno dai 6 metri in
su e hanno tempi d’irrigazione più lunghi perchè il getto dell’irrigatore gira,
per cui per dare gli stessi mm. d’acqua di uno statico devono funzionare per
una maggior quantità di tempo.
Proprio per queste differenze di tempi d’irrigazione e, per non avere quindi
delle parti di prato non irrigate uniformemente, non bisogna collegare in una
stessa zona irrigatori di tipo diverso.
Successivamente bisogna calcolare il consumo d’acqua degli irrigatori, e
controllare che non sia superiore alla quantità d’acqua erogata
dall’acquedotto o dalla pompa.
Per calcolare il consumo degli irrigatori, si fa riferimento ai dati tecnici
riportati normalmente sui cataloghi, sommando il consumo di tutti gli
irrigatori necessari a coprire una zona.
Se il consumo è più alto dell’acqua disponibile bisogna ulteriormente
dividere l’impianto in zone più piccole fintanto che i consumi non superino
la portata. Questa suddivisione è molto importante perchè se non la si
rispetta l’effetto che ne consegue è l’accorciarsi delle gittate, per cui la
copertura non risulterà più quella progettata precedentemente.
Irrigare l’orto
Nell’orto l’acqua serve a ripristinare i consumi derivanti dall’assorbimento
delle piante, dall’evaporazione e dalla traspirazione, per cui è importante
considerare che i consumi possono derivare sia dalle piante coltivate, che da
quelle indesiderate (infestanti); per questo i sistemi preferiti per irrigare
l’orto sono quelli a goccia. Infatti con il gocciolatore l’acqua viene erogata
in maniera localizzata vicino alla pianta per cui non ci sono sprechi e,
sopratutto, non si alimentano le infestanti che normalmente invadono gli
spazi interfilari provocando problemi di concorrenza con le nostre piante
coltivate.
A seconda della coltivazione possono essere utilizzati i cosiddetti tubi
gocciolanti dove le distanze tra le piante sono ravvicinate (es. pomodori,
fagiolini, piselli ecc.), mentre per sesti d’impianto più lunghi vengono
montati i gocciolatori direttamente su un tubo portante in corrispondenza
della pianta (es. Zucchino, meloni, angurie, ecc.).
La distribuzione d’acqua nel terreno avviene per capillarità, cioè dal punto
dove cade la goccia l’acqua si allarga a cono. Questo cono può essere più
largo se il terreno è argilloso oppure stretto se sabbioso; Quindi nella
progettazione dell’impianto bisogna tenere conto del tipo di terreno che si
deve irrigare, per sapere la densità di gocciolatori da utilizzare.
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